PAS Scuola 2019, tutti gli aggiornamenti sui percorsi abilitanti speciali

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Ministero dell’Istruzione ha annunciato che per i PAS, percorsi abilitanti speciali per docenti, ci sarà un apposito disegno di legge. Il piano riguarderà circa 55 mila insegnanti di scuola superiore (compresi quelli di sostegno). A loro sarà data la possibilità di conseguire l’abilitazione secondo modalità specifiche, dopo anni di supplenze. Inoltre, a loro verranno riservati 24 mila posti per le immissioni in ruolo.

Cosa sono i PAS nella scuola

L’acronimo PAS indica i Percorsi Abilitanti Speciali, ovvero delle modalità di conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento riservate a particolari categorie di docenti. La decisione sull’attivazione o meni dei PAS spetta al Miur, che, di volta in volta, definisce anche i requisiti. Questi percorsi, quindi, non sono standardizzati, ma rappresentano delle soluzioni a cui il Ministero ricorre per dare risposte ai cosiddetti precari storici. Si tratta dei professori che, pur svolgendo già da anni attività di supplenza, non sono ancora abilitati.

Percorsi abilitanti speciali 2019, tutti gli aggiornamenti

L’ultimo percorso abilitante selettivo attivato dal Miur risale al 2013. Nel 2019, però, il Ministero si è impegnato ad organizzarne uno nuovo, che interesserà anche il sostegno. Il futuro PAS sarà parallelo e alternativo al concorso della scuola già annunciato. Il provvedimento dovrebbe essere inserito in un emendamento al Decreto Crescita.

Leggi anche: Concorso Scuola 2019

I dettagli del nuovo PAS non sono stati ancora ufficializzati. È già iniziato, però, un fitto dialogo tra il Ministero e i sindacati scolastici, che lascia pensare ad una soluzione molto simile a quella del 2013, ma aperta a una platea più ampia. Secondo le prime informazioni il piano interesserà circa 55 mila docenti. I posti di ruolo disponibili, però, dovrebbero essere poco più di 24 mila. Inoltre, il PAS interesserà solo i docenti di scuola secondaria.

I requisiti per accedere al PAS e le modalità

Sempre stando all’intesa di massima raggiunta da Governo e parti sociali, a differenza di quanto avvenuto nel 2013, i PAS non saranno riservati ai soli docenti che hanno già maturato 3 anni di servizio. L’impegno, infatti, è di aprire i percorsi anche ad altre categorie, come coloro che hanno conseguito un dottorato di ricerca o che hanno lavorato nelle scuole paritarie.

Per quanto riguarda il requisito del servizio, l’annualità si intende completa quando l’incarico è durato un minimo di 180 giorni (anche non continuativi) oppure si è protratto dal 1° febbraio fino al termine degli scrutini. Inoltre, l’accesso al percorso sarà subordinato anche al superamento di una selezione per titoli ed esami.

Una volta superata la selezione, l’aspirante docente sarà inserito in un percorso formativo di tipo universitario e parallelamente svolgerà attività didattica (con supplenza fino al 31/08). Alla fine dell’iter, per essere immesso in ruolo, dovrà superare una valutazione (senza punteggio). Accederà, così, all’anno di prova.

Gli insegnanti che non supereranno la prova finale conseguiranno comunque l’abilitazione e potranno inserirsi nelle relative graduatorie.