Percorsi abilitanti speciali (PAS), il Miur lavora a una nuova proposta

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Il Ministero dell’Istruzione sta lavorando ai nuovi PAS, percorsi abilitanti speciali per docenti. Il piano riguarderà circa 55 mila insegnanti di scuola superiore (compresi quelli di sostegno). A loro sarà data la possibilità di conseguire l’abilitazione secondo modalità specifiche, dopo anni di supplenze. Inoltre, a loro verranno riservati 24 mila posti per le immissioni in ruolo.

Cosa sono i PAS nella scuola

L’acronimo PAS indica i Percorsi Abilitanti Speciali, ovvero delle modalità di conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento riservate a particolari categorie di docenti. La decisione sull’attivazione o meni dei PAS spetta al Miur, che, di volta in volta, definisce anche i requisiti. Questi percorsi, quindi, non sono standardizzati, ma rappresentano delle soluzioni a cui il Ministero ricorre per dare risposte ai cosiddetti precari storici. Si tratta dei professori che, pur svolgendo già da anni attività di supplenza, non sono ancora abilitati.

Percorsi abilitanti speciali 2019, tutti gli aggiornamenti

L’ultimo percorso abilitante selettivo attivato dal Miur risale al 2013. Nel 2019, però, il Ministero si è impegnato ad organizzarne uno nuovo, che interesserà anche il sostegno. Il futuro PAS sarà parallelo e alternativo al concorso della scuola già annunciato. Il provvedimento dovrebbe essere inserito in un emendamento al Decreto Crescita.

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I dettagli del nuovo PAS non sono stati ancora ufficializzati. È già iniziato, però, un fitto dialogo tra il Ministero e i sindacati scolastici, che lascia pensare ad una soluzione molto simile a quella del 2013. Secondo le prime informazioni il piano interesserà circa 55 mila docenti. I posti di ruolo disponibili, però, dovrebbero essere poco più di 24 mila.

I requisiti per accedere al PAS e le modalità

Se effettivamente il nuovo PAS sarà strutturato come quello del 2013, potranno partecipare solo i docenti con 3 anni di servizio alle spalle (di cui almeno uno nella classe di concorso prescelta). L’annualità si intende completa quando l’incarico è durato un minimo di 180 giorni (anche non continuativi) oppure si è protratto dal 1° febbraio fino al termine degli scrutini. Inoltre, l’accesso al percorso sarà subordinato anche al superamento di una selezione per titoli ed esami.

Una volta superata la selezione, l’aspirante docente sarà inserito in un percorso formativo di tipo universitario e parallelamente svolgerà attività didattica (con supplenza fino al 31/08). Alla fine dell’iter, per essere immesso in ruolo, dovrà superare una valutazione (senza punteggio). Accederà, così, all’anno di prova.

Gli insegnanti che non supereranno la prova finale conseguiranno comunque l’abilitazione e potranno inserirsi nelle relative graduatorie.