Il bilancio di competenze, uno strumento fondamentale per l’orientatore

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Il bilancio di competenze, nell’ambito dell’orientamento professionale, è uno strumento che serve a mappare le proprie conoscenze e abilità. L’obiettivo è conoscere sé stessi per imparare a muoversi nel mondo del lavoro, costruendo un proprio progetto formativo e di crescita. Un lavoro complesso ma molto utile, che si concretizza non in un semplice documento ma in un vero modello di analisi.

Cos’è il bilancio di competenze

Nel mondo della formazione professionale e dell’orientamento, il bilancio di competenze è ormai considerato uno strumento fondamentale per strutturare percorsi di inserimento lavorativo. Da un punto di vista pratico, si tratta di un documento piuttosto articolato, che ha il compito di mappare le competenze dell’individuo per consentirgli di muoversi in maniera più consapevole nella ricerca di un impiego.

La definizione sintetica, però, non rende giustizia alla complessità di questo particolare bilancio. Più che di uno schema rigido, infatti, sarebbe meglio parlare di un metodo di analisi fortemente calibrato sulla singola persona. Il documento, quindi, è solo la manifestazione finale di un itinerario molto più lungo e creativo.

Il concetto di competenza

Per capire davvero il ruolo e il valore del bilancio delle competenze è necessario fare un passo indietro e focalizzare l’attenzione proprio sul concetto stesso di competenza. Una parola talmente densa di significato da risultare complessa. Una buona definizione di partenza può essere questa: un insieme di saperi mobilitati in situazione di lavoro.

Ne consegue che, alla costruzione delle competenze di ogni persona concorrono diversi elementi:

  • le conoscenze specifiche accumulate durante il percorso formativo;
  • gli elementi dell’intelligenza personale e professionale (espressi come capacità);
  • la motivazione ad attuare le proprie potenzialità.

La competenza, quindi, è una qualità professionale che va oltre la semplice somma di capacità, abilità, conoscenze e inclinazioni personali. Il vero valore aggiunto è dato dal modo in cui l’insieme di questi fattori si manifesta nel lavoro.

Gli obiettivi

Gli obiettivi su cui lavora il bilancio di competenze sono molteplici e possono essere riassunti così:

  • identificare competenze e potenzialità da investire nell’elaborazione /realizzazione di un progetto di inserimento professionale e sociale;
  • acquisire autonome capacità di autovalutazione e scelta;
  • sviluppare, rispetto a sé e al mercato del lavoro, quadri di riferimento socioculturali e registri emotivi appropriati per affrontare positivamente situazioni di transizione/cambiamento, per investire sulla propria progettualità;
  • costruire un progetto di sviluppo professionale.

Bilancio di orientamento e bilancio di posizionamento

All’interno della macrocategoria del bilancio di competenze è possibile individuarne due tipologie autonome e distinte:

  • Bilancio di posizionamento: ha un carattere maggiormente descrittivo e punta a individuare e fotografare lo status quo, ovvero gli apprendimenti già acquisiti da una persona in un dato momento della sua vita;
  • Bilancio di Orientamento: rappresenta, invece, una proiezione verso il futuro, che si concretizza in un progetto di sviluppo, dove ciò che conta è appropriarsi del percorso più che dei suoi esiti finali.

A cosa serve fare un bilancio delle proprie competenze

Il protagonista del bilancio di competenze, ovviamente, non è l’orientatore o il formatore che lo redige ma la persona che ne è, allo stesso tempo, soggetto e destinatario. Strutturare il percorso racchiuso nel documento richiede la partecipazione diretta e attiva del beneficiario. Questo coinvolgimento, infatti, è già di per sé parte dell’utilità del bilancio.

Ma a cosa (e a chi) serve fare un bilancio delle competenze? Una prima valida risposta sarebbe “a tutti”. Conoscere bene se stessi sotto il profilo delle capacità, conoscenze e abilità, infatti, può essere utile in qualsiasi fase della vita. Limitando la riflessione all’ambito lavorativo, mappare la propria professionalità serve in tutte le fasi della carriera. All’inizio è un eccezionale strumento per imparare a cercare lavoro in modo più efficace, capendo veramente come equilibrare aspirazioni e inclinazioni personali. Durante il percorso, invece, è utile per ricollocarsi, intraprendere nuove strade professionali o cogliere occasioni di avanzamento.

Come si costruisce il bilancio di competenze

Esistono diversi modelli di bilancio di competenze e differenti modalità per crearlo, non esistendo una sua definizione legislativa. In linea generale, però, è possibile individuare tre fasi di lavoro:

  • Fase pre-diagnostica. È il momento dell’accoglienza e della conoscenza tra il protagonista del bilancio e l’orientatore che lo aiuterà nel percorso. Si procede a illustrare le modalità di analisi, la struttura, le finalità.
  • Fase diagnostica. È la fase dell’esplorazione di sé: ricostruzione della biografia, mappatura e valutazione delle conoscenze, competenze e capacità, acquisizione di informazioni sull’ambiente professionale in cui ci si muove e sulle relative occasioni.
  • Fase conclusiva. Si fa sintesi dei due momenti precedenti, analizzando punti di forza e di debolezza emersi. Si arriva così alla definizione del progetto professionale e delle tappe di realizzazione.