Tre rimedi per affrontare e sconfiggere il bullismo in classe

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Sono vittima di episodi di bullismo, cosa posso fare?

Il bullismo e il cyberbullismo non sono un fenomeno da sottovalutare. Sono sempre di più i ragazzi che, giorno dopo giorno, vengono presi di mira, derisi o sopraffatti da altri compagni di classe o coetanei per i motivi più diversi.

Quando si è vittima di un bullo e sembra che nessuno possa capirvi, sappiate che non è così: contrastare i bulli e avere la vostra rivalsa è possibile.

Basta solo sapere cosa fare e come reagire senza farsi prevaricare, evitando così spiacevoli conseguenze.

 

1. Promuovere la cooperazione

Secondo alcune ricerche, i bulli e le vittime risultano essere meno cooperativi della media.

La scarsa cooperazione del bullo dipenderebbe dalla sua scarsa empatia e dall’atteggiamento ostile nei confronti degli altri; mentre nella vittima può derivare dalla scarsa accettazione sociale.

L’approccio migliore per contrastare il fenomeno del bullismo a scuola sarebbe quello di accrescere i comportamenti cooperativi tra i bambini e, a tale scopo, è di fondamentale importanza il ruolo dei docenti.

 

2. Trovare degli “alleati”

Che sia violenza verbale o, peggio, attacchi fisici, gli adulti sono vostri alleati.

Non importa se avete litigato con i vostri genitori la sera prima, o se il professore vi ha dato un brutto voto nel compito in classe:se siete vittime di bullismo passa tutto in secondo piano e l’unica cosa che conta per loro è aiutarvi a superare questo problema.
Bisogna fidarsi di loro, fargli capire come vi sentite, spiegargli cosa vi sta succedendo e insieme troverete sicuramente la soluzione affrontando il problema.

 

3. Trovare supporto “nei pari”

Questo tipo di intervento risulta più strutturato rispetto ai precedenti.

Si presuppone l’attivazione di uno spazio, gestito da ragazzi, fisico o virtuale, dove sia possibile accogliere la richiesta di aiuto dei compagni.

Questo percorso ha lo scopo di fornire ai ragazzi le abilità per fronteggiare questo tipo di problemi, dei compagni ma anche personali, stimolando capacità di ascolto attivo e sviluppando empatia.

 

La Redazione