Essere Coach non è un titolo, ma una vocazione che si legittima nell’essere riconosciuti tali dagli altri. La mia esperienza è l’unione tra una solida carriera nelle Risorse Umane in contesti multinazionali, la passione per l’Arte e una profonda ricerca interiore. Tra i miei pilastri: l’integrità, l’audacia e la gentilezza, sostenuti da una visione spirituale che celebra la bellezza e l’eccellenza in ogni forma. Ho trasformato il mio percorso — dai successi agli errori — in un metodo fondato sul non giudizio, superando la dualità “giusto/sbagliato” e accogliere tutte le esperienze come Maestre. La mia svolta avviene nel 2016, quando l’incontro con il Coaching in azienda, risveglia in me qualcosa. Ho un ruolo importante e soddisfacente, ma sento una forza che mi guida verso un cambiamento in cui intravedo realizzazione e opportunità. Scelgo di formarmi presso la Scuola di Coaching Umanistico, un modello innovativo e pionieristico, basato sulla Psicologia Positiva, teorizzato dal fondatore Luca Stanchieri. Ogni individuo è unico e massimo esperto delle proprie risorse per autorealizzarsi. Il modello utilizza le potenzialità espresse (forze) per allenare le potenzialità represse, con l’obiettivo di liberare tutto il potenziale. Mi sono inoltre avvicinata di recente alle Neuroscienze e ne sto integrando le teorie per offrire ai clienti strumenti concreti per migliorare la relazione interiore con sé stessi e agire con autoregolazione nel contesto esterno.

