Maturità 2019: le proteste degli studenti

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Gli studenti hanno organizzato cortei e manifestazioni per “bocciare” il nuovo esame di Stato interrompendo le lezioni in tutta Italia

Dietro lo striscione “Contro tagli e nuova maturità bocciamo il Governo” a Roma sono scesi in migliaia in piazza. Ma non solo nella capitale, la protesta contro la “nuova maturità” è stata organizzata simultaneamente in più di 30 città italiane dall’Unione degli Studenti.

 Nel mirino delle proteste un esame di maturità stravolto e l’accusa di tagli all’istruzione: “Saremo una costante spina nel fianco contro l’ennesimo governo che vuole distruggere il sistema nazionale di diritto allo studio”, dichiara Giulia Biazzo coordinatrice Nazionale dell’Unione degli Studenti.

La manovra economica sulla scuola prevede quattro miliardi di euro di tagli e la nuova maturità è la stessa voluta dal Partito Democratico di Matteo Renzi.

Oggi le piazze piene di studenti parlano chiaro: questo governo è nemico dei giovani.

 

Al netto delle criticità evidenti ci sono due principali problemi riscontrati dai manifestanti

Partendo dal fatto che la riforma è avvenuta senza nessun confronto con gli studenti, i quali si sono trovati da un giorno all’altro di fronte ad un esame imposto, senza la possibilità di prepararsi prima e soprattutto senza la possibilità di avere una adeguata preparazione, magari sperimentando durante l’anno percorsi interdisciplinari o multidisciplinari che avrebbero permesso di formare i giovani su questa nuova modalità (come spesso accade in Italia si inizia a costruire il tetto prima delle fondamenta).

In secondo luogo tutti i Governi continuano ad intervenire sulla parte finale del percorso senza che nessuno si assuma la responsabilità di modificare la struttura dello stesso. L’interdisciplinarietà non si esaurisce con un esame finale attraverso due materie che si sovrappongono in maniera confusa, in realtà andrebbero costruiti percorsi di didattica alternativa, innovativi e coinvolgenti.

 

Tutti questi fattori esprimono perfettamente il disagio della scuola italiana, di studenti e docenti

Si, perché i docenti italiani sono tra i meno pagati d’Europa; come pensiamo che possano aiutare i giovani senza aver affrontato loro stessi dei percorsi di formazione individuale e collegiale?

La Rete degli Studenti Medi, Associazione studentesca italiana che si configura come sindacato studentesco, scrive così sulla propria pagina Facebook:  “L’abolizione della tesina, l’interdisciplinarietà improvvisata della doppia seconda prova, l’orale “quiz” con le tre buste sono solo dei sintomi: il sistema scolastico è malato, ma gli studenti non si rassegnano”.

 

La Redazione