Italia: sette adulti su dieci soffrono di analfabetismo funzionale

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Avevamo già, in un precedente articolo, trattato la delicata e urgente problematica dell’analfabetismo funzionale che, secondo gli ultimi dati forniti dall’Ocse, interessa sette italiani su dieci.

Questo tipo di analfabetismo non inficia le capacità di lettura e scrittura, bensì la capacità di comprendere e far proprie le informazioni provenienti dal mondo esterno. Quando diciamo che il 30% degli italiani soffre di analfabetismo funzionale, facciamo riferimento a persone che hanno assimilato le basi della scolarizzazione ma non riescono a metterle in pratica per dare un valore e un’interpretazione al testo che stanno leggendo.

In poche parole, saper leggere non basta per comprendere un articolo di giornale, la traccia di un tema scolastico, le caratteristiche di un contratto di lavoro o interpretare nel modo giusto delle informazioni provenienti dall’esterno.

 

I dati sono molto allarmanti, come cambiare questa situazione?

Alla luce dei drammatici dati risultanti dall’ultimo rapporto Ocse sulle competenze degli adulti, occorre innanzitutto restituire il giusto valore ad una tematica di tale rilevanza, il che implica il coinvolgimento di due importantissimi sistemi: la famiglia e la scuola.

Occorre partire da un’analisi delle proprie abitudini e di quelle connesse al nucleo familiare e, dunque, occorre chiedersi: spendiamo del tempo a leggere? Leggiamo abbastanza? Stiamo educando i nostri figli al piacere e all’utilità della lettura?

A giudicare da quanto riportato da “Il Corriere della Sera” la risposta è negativa, in quanto“nel corso del 2016, secondo gli ultimi dati Aie, il 60 per cento degli italiani (laureati compresi) non ha aperto un libro di qualsiasi tipo“.

E di chi è la colpa di tutte questo? Siamo noi i responsabili, ognuno di noi. Certamente in questo senso non possiamo attribuire nessuna responsabilità alle istituzioni scolastiche in quanto, se non fosse per loro, questa percentuale sarebbe nettamente più elevata.

 

Il ruolo cruciale della famiglia e della scuola

A livello domestico e di organizzazione familiare si potrebbe pensare di dedicare una certa quantità di tempo giornaliera alla lettura e…perché non farlo prima di andare a dormire? D’altronde è risaputo che trascorrere del tempo leggendo favorisce il sonno fisiologico, a differenza dell’uso di smartphone, computer o televisioni.

Quali potrebbero essere invece le azioni scolastiche volte alla prevenzione di tale problematica? Secondo quanto proposto dalla commissione creata dal Miur per le scuole medie e coordinata da Luca Serianni, accanto agli esercizi di scrittura è necessario dedicarsi di più alla comprensione del testo ed in particolar modo a riassunti e sintesi. Infatti, “il testo letterario resta centrale, ma per imparare a porsi al mondo in modo critico e consapevole, potenziare il lessico e le strategie retoriche, bisogna allargare lo sguardo, per esempio agli articoli di giornale”.

Pensare a delle strategie per eliminare a monte la problematica vuol dire dare la possibilità ai nostri giovani, professionisti di domani, di fare la differenza perché “l’educazione all’argomentare prepara all’esercizio di una cittadinanza consapevole”.

 

La Redazione