Educazione civica a scuola, tutti i dettagli della riforma

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L’educazione civica è di nuovo in classe, sia nella primaria che nella secondaria. La riforma approvata dal Governo Conte è entrata in vigore, chiamando le scuole ad una necessaria riorganizzazione a partire dall’anno scolastico 2020/2021. Il nuovo insegnamento richiede la pianificazione del relativo monte ore e l’individuazione degli insegnanti. Ecco tutti i nodi chiave.

Il 5 settembre 2019 è entrata ufficialmente in vigore la legge con cui è stato reintrodotto l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado: primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Non solo, la riforma prevede anche l’avvio di attività di sensibilizzazione sulla cittadinanza responsabile nella scuola dell’infanzia.

L’educazione civica torna in classe e le scuole devono organizzarsi

Dopo anni di esilio, quindi, l’educazione civica rientra in classe. Per le scuole, però, non sarà semplice organizzare questo ritorno, perché la riforma presenta diverse criticità. C’è però tempo per affrontarle, visto che tutto verrà messo a sistema dall’anno scolastico 2020/2021. Di seguito, i dieci punti che costituiscono l’ossatura di questa novità.

Il monte ore e l’organizzazione dell’insegnamento

Con la riforma si è scelto di qualificare l’educazione civica come materia trasversale con voto autonomo. Quindi il suo insegnamento avverrà in contitolarità, durante le ore di altre materie con le quali è possibile rinvenire una coincidenza di argomenti (es: storia, italiano, geografia, ecc). In totale, si deve arrivare ad almeno 33 ore in un anno, da inserire nei quadri ordinamentali vigenti, con la possibilità di attingere anche alla quota dell’autonomia. Ovviamente, l’inserimento dell’educazione civica comporterà la necessità di modificare il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa).

Chi insegnerà educazione civica

Trattandosi di un insegnamento trasversale impartito in contitolarità, non ci sarà un solo insegnante ma un team di riferimento, con un coordinatore. Questo almeno per quanto riguarda la scuola primaria e la secondaria di primo grado. Nella secondaria di secondo grado, invece, è previsto che la materia venga affidata ai docenti delle discipline giuridiche ed economiche, se presenti in organico.

Il programma

Le linee guida allegate al decreto di riforma individuano i punti essenziali del programma di educazione civica che i docenti dovranno proporre nelle classi:

  1. Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali, storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  2. Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;
  3. educazione alla cittadinanza digitale;
  4. elementi fondamentali di diritto (con particolare riguardo al diritto del lavoro);
  5. educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  6. educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  7. educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  8. formazione di base in materia di protezione civile.

Il voto finale

L’educazione civica sarà a tutti gli effetti una materia curriculare e quindi avrà un suo voto autonomo in pagella, espresso in decimi. A proporlo sarà il coordinatore del team di insegnanti coinvolti durante l’anno scolastico.