Il Metodo Analogico a scuola: imparare a leggere, scrivere e contare non è mai stato così semplice e divertente

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Quello che chiamiamo Metodo Analogico è sostanzialmente la modalità di apprendere che, anche se in maniera inconsapevole, usiamo nella vita di tutti i giorni, in cui prima vediamo e a posteriori riflettiamo, analizziamo ciò che abbiamo pensato per capire se è coerente. Un modello di insegnamento che nasce dalla consapevolezza che tutti siamo dotati fin dalla nascita di un patrimonio di intelligenza che attende solo di essere tirato fuori.

Grazie alla sua immediatezza ed efficacia, il Metodo Analogico di Camillo Bortolato è utilizzato in tantissime scuole primarie e dell’infanzia.
Sono infatti tantissimi i bambini che, in tante scuole d’Italia, hanno già provato questo metodo estremamente semplice e intuitivo.

E’ il modo più naturale di apprendere mediante metafore e analogie, un po’ come fanno in modo naturale i bambini, che nella loro innata genialità imparano a giocare, a parlare o usare dispositivi digitali prima ancora degli adulti.

Così, non potremmo non presentarvi Pitti,il temerario pettirosso che accompagna i piccoli delle primarie nel viaggio alla scoperta della conoscenza, del mondo…tra lettere e numeri! Pitti lascia che siano le intuizioni, i tentativi falliti, il senso di adattamento, la voglia di crescere, l’analogia con il mondo che circonda i bambini a farli spostare nella giusta direzione.

E’ il “metodo dell’intuizione”, che passo dopo passo porta a grandi e piccole scoperte. “Perché l’analogia e non la logica è lo strumento per conoscere le cose nuove”, sostiene il Maestro Camillo Bortolato, “perché tutto il mondo è costruito su base analogica cioè come replicazione dello stesso atomo o della stessa cellula”.

Come nella matematica così in qualsiasi altro nuovo campo.

È previsto come strumento fondamentale la linea del 20, che sviluppa il calcolo mentale simulando il funzionamento delle mani, un vero e proprio computer fornitoci da madre natura. Il calcolo mentale infatti è il superamento del conteggio che non stimola l’apprendimento e fa odiare la matematica. Ancora, tra gli strumenti uno speciale abecedario murale e delle strisce di lettura da tenere sul banco. “Come non serve un libro per iniziare a camminare, parlare, usare il computer, così non servono istruzioni per imparare a leggere o a contare” afferma Bortolato per spiegare e condividere con noi il senso della sua “missione” educativa.

 

La Redazione