Flipped Classroom e l’insegnamento al passo con i tempi

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Le attività didattiche sono svolte in tempi e luoghi predefiniti. E se la cultura digitale ci aiutasse a ribaltarli senza snaturarli?

Non esiste ancora una letteratura scientifica che dimostri una maggiore efficienza degli studenti nella Flipped Classroom rispetto alle classi tradizionali. Il metodo consiste nell’utilizzo e nella gestione delle potenzialità connesse ai nuovi dispositivi tecnologici, permettendo così di creare continuità tra le attività svolte in aula o al di fuori di essa e sfruttando appieno le capacità dei nuovi nativi digitali.

La Flipped classroom è, in poche parole, un capovolgimento del tradizionale metodo di insegnamento. Il docente non si pone come dispensatore del sapere, bensì come guida e supporto nell’apprendimento didattico.

Nella fase iniziale gli allievi hanno la possibilità di lavorare su materiale suggerito dal docente o contenuti già presenti online (siti accreditati che forniscano documenti scientifici, video e così via, inerenti la lezione prevista).

E perché non pensare, successivamente, di co-crearne di nuovi? La scelta degli strumenti (testi scritti, file multimediali, presentazioni PowerPoint, ecc.) deve variare insieme agli obiettivi didattici prestabiliti dal docente.

È un metodo che permette, anche allo studente più insicuro, di possedere e padroneggiare le informazioni che lui stesso avrà raccolto dalla rete, e che potrà presentare al docente e all’intera classe tramite una comunicazione orizzontale dove, ogni studente darà il proprio contributo grazie al materiale che lui stesso avrà raccolto e al quale avrà dato valore.

Il contributo della comunicazione non avviene più in maniera verticale dunque, ma saranno tutti, insegnanti compresi, a ricevere e generare nuovo sapere.

Potrebbe inoltre essere interessante avere traccia di queste attività svolte, affinché possano essere revisionate dagli stessi studenti o anche da altri non appartenenti alla stessa classe e, perché no, magari pensare di far nascere dei gruppi di discussione all’interno dei quali coinvolgere anche il docente.

In rete, oggi, abbiamo la possibilità di sviluppare un luogo di condivisione, dove si possa cooperare per la creazione di contenuti di valore.

 

La Redazione