Maturità 2020, tutte le novità per l’esame di Stato

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Cambia ancora l’esame di stato al termine della scuola secondaria di secondo grado. Il superamento del sorteggio con le buste per la prova orale, l’obbligatorietà delle prove Invalsi e dei PCTO (es alternanza scuola-lavoro): sono queste le novità principali della Maturità 2020. Sarà il nuovo Ministro dell’Istruzione, nelle prossime settimane, a definire gli ultimi dettagli.

Si avvicina l’esame di maturità, tutte le date in programma

Per gli studenti arrivati all’ultimo anno del secondo ciclo della scuola secondaria, il rientro in classe dopo le vacanze natalizie significa anche l’inizio del countdown verso la Maturità. Da gennaio, infatti, partono tutta una serie di scadenza che segnano le tappe di avvicinamento all’esame di Stato.

Prima di tutto, entro il 31 gennaio, bisogna presentare la domanda di iscrizione all’esame. Inoltre, sempre entro la fine di gennaio, agli studenti verranno comunicate le date per le simulazioni delle prove scritte, che orientativamente si dovrebbero svolgere tra febbraio e aprile, in linea con la tempistica degli anni passati.

Il periodo delle Prove Invalsi invece è già stato fissato; si svolgeranno tra il 2 e il 31 marzo e da quest’anno saranno obbligatorie per tutti gli studenti che devono affrontare l’esame.

Le date dell’Esame di Stato, invece, sono state determinate e comunicate con un apposito decreto del Ministero:

  • la prima prova scritta si svolgerà il 17 giugno
  • la Seconda prova scritta si svolgerà il 18 giugno.

Infine, entro febbraio, il Miur dovrebbe anche comunicare le materie affidate ai commissari esterni e gli argomenti su cui i ragazzi dovranno preparare la trattazione multidisciplinare per la prova orale.

Maturità 2020, le modifiche più importanti dell’esame di Stato

Lo scorso novembre, l’ex ministro Lorenzo Fioramonti ha annunciato i principali cambiamenti per l’esame di Maturità 2020. Si tratta di novità che impattano sui requisiti di accesso e sulle caratteristiche della prima prova scritta e della prova orale.

Prima prova scritta e prova orale, cosa cambia

In primis la reintroduzione della traccia storica tra i tre testi argomentativi disponibili di Tipologia B.

Per la prima prova della Maturità 2020, quindi, il Ministero dovrà scegliere sette tracce per le tre tipologie testuali:

  • Due autori e due tracce per la prova di analisi del testo (Tipologia A).
  • Tre tracce per il testo argomentativo, di cui una dovrà appunto essere obbligatoriamente a carattere storico (Tipologia B).
  • Due tracce per il tema di attualità (Tipologia C).

Per quanto riguarda la Seconda Prova 2020, invece, non ci saranno nuovi elementi rispetto all’esame di Stato del 2019, che aveva già segnato un cambiamento radicale rispetto agli anni passati. La struttura resterà perciò la stessa, si tratterà di una traccia focalizzata su una o più materie (nel caso di una prova multidisciplinare) caratterizzanti il percorso scolastico e l’indirizzo di studio. La materia dovrà essere comunicata dal Ministero indicativamente entro la fine di febbraio, insieme alla scelta delle materie che saranno affidate ai docenti esterni.

D’altro canto, quest’anno la Prova orale presenterà invece una importante novità: non ci saranno più le temutissime buste. La modalità del colloquio sarà la stessa dell’anno passato, si partirà quindi sempre dalla trattazione multidisciplinare basata sull’analisi di un materiale. Questa volta però il tema non sarà sorteggiato e “scoperto” sul momento con l’apertura della busta, ma verrà comunicato in anticipo agli studenti. Successivamente, ci sarà spazio per una relazione sulle attività svolte nel programma alternanza scuola-lavoro, per eventuali domande su Costituzione e Cittadinanza, infine per la revisione e discussione sulle prove scritte.

I PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e la Prova Invalsi diventano obbligatorie

Le altre modifiche riguardano i requisiti per essere ammessi all’esame di Stato. Insieme al raggiungimento della sufficienza e delle presenze minime (ovvero la frequenza di almeno 200 ore di lezione, senza superare quindi il 75% di giorni di assenza sul totale) sarà infatti obbligatorio aver sostenuto la Prova Invalsi e aver frequentato le ore minime richieste dai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (ex Alternanza Scuola-Lavoro).

La valutazione e il sistema dei crediti restano invece le stesse dello scorso anno. Si può arrivare all’esame con un massimo di 40 crediti, rappresentativi dei risultati scolastici ottenuti nel triennio finale, mentre alle tre prove di esame della Maturità si può raccogliere un massimo di 60 crediti, 20 per ciascuna prova. Il voto più alto è 100, mentre la sufficienza resta il famoso 60.