Emotività e Apprendimento

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Ogni adolescente affronta un periodo delicato in cui esplora i diversi aspetti della propria personalità, nel processo quotidiano di costruzione dell’identità.

In questa fase le emozioni sono vissute in modo amplificato: non sempre l’adolescente riesce a esprimerle e a condividerle, usandole per conoscersi più a fondo e orientarsi nella realtà. Tutte le emozioni bloccate o inespresse causano stress psicofisico, mancanza di organizzazione e motivazione allo studio. La capacità di concentrazione si indebolisce.

In questo stato per l’adolescente diventa prioritario occuparsi della propria emotività, coltivando interessi che gli permettono di stringere relazioni tra pari. Lo studio passa in secondo piano, si apprende in modo meccanico –imparando passivamente la lezione a memoria – per superare un compito o una interrogazione, sperando che la scuola finisca quanto prima con voti sufficientemente buoni.

Recenti studi di neurofisiologia affermano che l’apprendimento è un processo globale ed esperienziale: oltre ai libri e alle spiegazioni del docente, il cervello memorizza e sintetizza una molteplicità di stimoli emotivi, dati dall’ambiente in cui ci si trova in relazione alle esperienze precedentemente vissute.

Instaurare un buon dialogo con gli studenti adolescenti può contribuire a creare un clima emotivo facilitante per il loro apprendimento. Perché? Lo riassumiamo in tre punti:

  1. L’emotività inespressa toglie spazio ed energia per avviare il processo di apprendimento.
  2. Ogni nuovo apprendimento è contenitore di richiami emotivi, che servono per assimilarlo e richiamarlo.
  3. L’espressione emotiva stimola lo studente a creare nuove reti neuronali e a memorizzare in modo significativo, rafforzando la propria esperienza diretta di quanto appreso.

Comprendere il valore di questi tre punti è comprendere il valore di un clima emotivo facilitante, affinchè gli adolescenti possano trasformare l’emotività in un motore per la propria crescita.

La Redazione