Diplomati magistrali fuori dalle graduatorie per l’assunzione

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Il Consiglio di Stato, con due sentenze gemelle, la n. 4 e la n. 5 del 2019, nelle quali vengono ribaditi i principi già enunciati nel 2017, decide di lasciar fuori i diplomati magistrali dalle graduatorie per l’abilitazione all’insegnamento.

 

Una storia lunga anni…

Nell’ormai lontano 2014 venne riconosciuto il valore abilitante del diploma magistrale, ma a fine 2017 il Consiglio di Stato stabilì che non era valido per l’ingresso nelle graduatorie per l’assunzione, le Graduatorie ad Esaurimento (GaE) secondo cui si assegnano posti fissi agli insegnanti.

Con l’Adunanza Plenaria è stata confermata l’impossibilità di essere inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento del personale docente ed educativo per coloro i quali siano in possesso del solo diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, infatti, nelle sentenze gemelle si legge “Il solo diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle GaE del personale docente ed educativo“.

 

La rimeditazione della tematica

Si è ritenuto importante agire in tal senso in seguito ad un’ordinanza della Sesta Sezione che, non certa dell’orientamento assunto dall’Adunanza Plenaria del 2017 in ordine all’impossibilità di inserimento dei diplomati magistrali nei casi in cui il titolo sia conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, ha premuto affinché si procedesse con una rimeditazione della tematica, anche per via di quanto riportato dal decreto legge n. 87 emanato nel 2018.

Nelle sentenze si evince infatti che il decreto legge del 2018 sopraccitato “non ha affatto riconosciuto valore abilitante ex se al diploma magistrale, ma ha anzi ribadito la necessità di superare un concorso per accedere ai posti di insegnamento”. Per ciò che riguarda le sentenze passate in giudicato prima dell’Adunanza Plenaria del 2017, che si mostravano favorevoli all’inserimento dei diplomati magistrali nelle GaE, i giudici di Palazzo Spada hanno specificato che i relativi effetti rimangono limitati alle sole parti di quei giudizi.

 

Per concludere

In poche parole, i diplomati magistrali potranno insegnare ma non godranno del diritto di essere assunti. La sentenza avrà effetto su un numero molto alto di questi aspiranti docenti, ai quali non resterà che la possibilità di concentrarsi su concorso straordinario e successivamente ordinario per poter accedere al ruolo.

È proprio il Ministro dell’Istruzione a suggerire la via concorsuale come unica possibilità di accesso al ruolo per i diplomati magistrali e afferma: “La decisione del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali conferma la bontà e la lungimiranza delle decisioni prese dal Governo e dalla maggioranza con il decreto legge Dignità a tutela di questi lavoratori. Grazie alle norme varate questa estate, infatti, il personale è stato messo nelle condizioni di partecipare a un concorso semplificato che consentirà agli interessati di accedere all’immissione in ruolo. I magistrati amministrativi hanno fatto ulteriormente chiarezza su una vicenda molto delicata e complessa, su cui il Governo, insieme ai gruppi parlamentari di Lega e Movimento 5 Stelle, si è mosso nei modi e nei tempi giusti per salvaguardare la continuità didattica e il destino di migliaia di docenti“.

 

La Redazione