Decreto Inclusione, tutte le novità in arrivo per la scuola

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Il 12 settembre è entrato in vigore il Decreto Inclusione, che prevede importanti aggiornamenti in tema di assegnazione delle ore di sostegno e di composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della disabilità. Il testo, inoltre, introduce anche due novità: il Piano Educativo Individualizzato e i Gruppi di Inclusione Territoriale.

Le novità del Decreto Inclusione

Con il decreto legislativo n. 96 del 7 agosto 2019 (Decreto Inclusione) il Governo ha scelto di intervenire in maniera sensibile sul tema dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Il testo, entrato in vigore il 12 settembre, è andato ad innovare il decreto legislativo n.66 del 2017. Quattro le novità principali che vengono introdotte:

  • Modifica delle modalità di assegnazione delle ore di sostegno;
  • Introduzione del Piano Educativo Individualizzato (PEI);
  • Revisione della composizione delle commissioni mediche che si occupano di accertare la disabilità;
  • Istituzione dei Gruppi di Inclusione Territoriale (GIT) e dei Gruppi di lavoro operativo per l’inclusione.

Il principio generale che la normativa sembra voler seguire è quello della personalizzazione delle soluzioni adottate per favorire l’inclusione. Non più soluzioni standardizzate, quindi, ma percorsi didattici calibrati sulle esigenze del singolo alunno. Inoltre, viene assegnato maggior peso al ruolo delle famiglie, così come alla volontà dello studente, se maggiorenne.

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Il fulcro delle riforme introdotte dal Decreto Inclusione è sicuramente il Piano Educativo Individualizzato. La legge, infatti, prevede la redazione di un documento programmatico personalizzato per ogni studente con disabilità. Al suo interno viene dettagliato il percorso inclusivo pensato per il ragazzo, che deve essere unico, non preimpostato ma costruito intorno alle sue esigenze specifiche.

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L’assegnazione delle ore di sostegno

Uno degli elementi più significativi contenuti all’interno del Piano Educativo Individualizzato è la quantificazione delle ore di sostegno riconosciute all’alunno. La legge, infatti, proprio nell’ottica di una totale personalizzazione del percorso didattico, prevede che siano proporzionate al tipo di disabilità. Per questa ragione, anche le famiglie saranno coinvolte nella loro definizione.

I Gruppi di Inclusione Territoriale (GIT)

Il decreto prevede la formazione, a livello provinciale, di gruppi di lavoro formati da docenti esperti in materia di inclusione. Ai Gruppi di Inclusione Territoriale spetterà, tra le altre cose, il compito di supportare le scuole nella costruzione del Piano Educativo Individualizzato e nell’applicazione del Piano per l’inclusione. E saranno sempre i GIT a verificare la congruità delle richieste di sostegno inviate annualmente dai dirigenti scolastici agli uffici scolastici provinciali.

I Gruppi di lavoro operativo per l’inclusione

Diverso, invece, il ruolo assegnato ai Gruppi di lavoro operativo per l’inclusione, composti dal consiglio di classe o dai docenti contitolari. Al lavoro di questi gruppi parteciperanno anche i genitori dell’alunno con disabilità, i professionisti specifici che sono in contatto con lui, l’unità di valutazione multidisciplinare, e un rappresentante dell’ente locale. I compiti principali assegnati a questi nuclei riguardano la stesura del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e la verifica dell’efficacia del percorso di sostegno.

Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità

L’ultima importante novità su cui porre l’accento è la modifica della composizione delle commissioni mediche chiamate ad accertare la condizione di disabilità dello studente. A farne parte saranno:

  • Medico legale
  • Medico specialista in pediatria o neuropsichiatria
  • Medico specializzato nella patologia dell’alunno.