Comprendere la matematica con la Glottodidattica

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Sono docente di matematica e mi occupo di formazione e consulenza informatica dal 1996. Sin dagli anni dell’università, mi hanno affascinato i meccanismi di apprendimento e ho vissuto sempre come una sfida avvincente cercare metodi e strategie per attivare la comprensione in casi definiti difficili o addirittura impossibili.

Nella mia esperienza lavorativa, ho verificato quello che le neuroscienze hanno dimostrato: l’area del cervello dedicata all’apprendimento (frontale e parietale) è plastica e le parole hanno il potere di imprimersi nell’organizzazione del cervello creando vere e proprie nuove strutture.

Nei meccanismi di apprendimento, l’educazione linguistica occupa un ruolo centrale: “pretendere” dall’allievo la proprietà di linguaggio nell’esprimere i concetti può diventare una strategia risolutiva per alcuni casi di apprendimento problematico.

Marta, una ragazza di primo liceo, pur avendo compreso la valenza dei prodotti notevoli, memorizzava meccanicamente e incontrava grosse difficoltà nell’applicazione delle regole. Quando svolgeva gli esercizi non “pensava” ai passi che doveva fare per applicare le regole e, paradossalmente, più provava a fare gli esercizi e più commetteva errori assurdi.

Per la nuova Glottodidattica (Palmer, Sweet, Jespersen) occorre che l’educazione linguistica e la comprensione siano condotte secondo la sequenza dall’orale allo scritto.

Marta doveva imparare ad esprimere oralmente le regole, ho preso la penna e ho detto “Dimmi cosa devo fare”.

Marta è riuscita a dettarmi i passi di esecuzione dell’esercizio, ha sorriso e ha detto “Ora ho veramente capito”.

 

A cura di

dott.ssa Leone Chiara A. – Docente di matematica e informatica