Nella mia esperienza nel campo del sociale come Educatore Socio Pedagogico, ho potuto mettere in campo la mia formazione accademica che si è andata ad arricchire notevolmente grazie alla dimensione esperienziale ed a quella di ricerca attiva di strategie per il conseguimento delle finalità e degli obiettivi fissati.
Creatività ed empatia contraddistinguono da sempre il mio approccio educativo e pedagogico.
Tale bagaglio esperienziale e formativo si è riverberato anche in ambiti lavorativi diversi da quello sociale, facendo sì che anche tali esperienze potessero essere fonte di crescita professionale e personale acquisendo nuove competenze e conoscenze, andando a potenziare fortemente le soft skills.
Il linguaggio artistico da sempre funge da mediatore nei miei interventi, in quanto lavorando molto sulla zona di confine per la costruzione di ponti, (rifacendomi al pensiero di Alexander Langer) l’elemento artistico permette scenari di costruzione di dialogo, che in quanto universale linguistico va oltre ogni forma di stigma e barriera che sia linguistica, fisica, cognitiva.
Nella creazione della relazione d’aiuto o educativa ritengo fondamentale che essa si fondi sulla fiducia e sul rispetto reciproco, accompagnando la persona senza mai sostituirsi ad essa, accogliendo i suoi momenti di breaking down sostenendola e mostrandogli una visione diversa da quella che vive e percepisce.
La finalità che cerco di perseguire è la centralità della persona, i suoi bisogni e i suoi desideri, con l’obiettivo di costruire scenari possibili, perseguendo la strada dell’autonomia per la realizzazione personale e professionale.
