Bussetti: per docenti di sostegno previsti corsi di formazione sulla LIS

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Il Ministro Bussetti, nel complimentarsi con Lorenzo, un ragazzo non udente laureatosi con la votazione di 110 e lode all’Università di Pisa con la tesi: “I sordi, l’audiovisivo e i nuovi media”, ribadisce il piano del Ministero per la formazione degli insegnanti.

“Questo Governo sta facendo la sua parte”- dichiara il Ministro Bussetti: “con il Ministro Lorenzo Fontana a Dicembre abbiamo firmato un protocollo d’intesa che ha l’obiettivo di formare docenti esperti e qualificati nella Lis e favorire la completa inclusione scolastica dei bambini sordi. Grazie a 6 milioni di euro già a disposizione, avvieremo subito i percorsi formativi destinati ai docenti di sostegno. Nessun ragazzo deve essere lasciato indietro”.

Quindi, accanto alla formazione degli insegnanti di sostegno già a lavoro, il Miur ha anticipato che lavorerà affinché, già a partire dai prossimi corsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno, nei programmi sarà presente la lingua dei segni italiana (Lis).

 

I percorsi formativi saranno rivolti prioritariamente ai docenti di sostegno per sostenere l’apprendimento di base e avanzato della LIS e si svolgeranno su tutto il territorio nazionale. 

La LIS (Lingua dei Segni Italiana) permette di comunicare senza utilizzare la voce: non è un linguaggio mimico, ma possiede una grammatica e una sintassi con regole precise che possono variare da una lingua all’altra o da un Paese ad un altro (a diverse nazioni, infatti, corrispondono diverse lingue dei segni).

Questo linguaggio differisce dall’italiano ma presenta numerose similitudini con altre lingue orali. Vediamo alcune caratteristiche:

  • i verbi non si coniugano in base al tempo, ma devono concordare sia con il soggetto, sia con l’oggetto dell’azione;
  • la concordanza di verbi, aggettivi e nomi non è basata sul genere, maschile e femminile, ma sulla posizione nello spazio in cui il segno viene realizzato;
  • ci sono varie forme per il plurale normale e il plurale distributivo, cosa sconosciuta alle lingue europee, ma note in quelle oceaniche.

 

Pensare ad una scuola di persone e per le persone è possibile

Il concetto chiave dell’approccio educativo inclusivo è la centralità della persona. Sono innumerevoli gli interventi portati avanti dalle istituzioni scolastiche che tengono conto della singolarità di ogni persona, del suo contesto di vita, della sua crescita. Ogni individuo è portatore di bisogni specifici che lo connotano e ne fanno una persona unica e irripetibile.

Attuare interventi adeguati, già in fase di progettazione, nei riguardi delle diversità per fare in modo che non diventino disuguaglianze, è l’obiettivo di numerosi riferimenti normativi in materia di inclusione.

 

La Redazione