Strategie di apprendimento: esistono ed è più semplice imparare

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È possibile secondo voi insegnare agli studenti metodi che permettano loro di immagazzinare le informazioni in maniera più “indelebile” nella memoria?

Secondo Yara Weinstein e Megan Smith si, è possibile e basta seguire delle prassi, o esercizi, per ottenere visibili risultati.

Nello studio condotto dalle due ricercatrici vengono illustrati i sei metodi che possono essere trasferiti ad insegnati e ai ragazzi con lo scopo ultimo di facilitarli nello studio e nei processi di apprendimento e acquisizione di nuove nozioni. Gli studenti, utilizzando abilmente queste strategie, potrebbero trarre vantaggi anche a livello temporale, permettendo alle nuove informazioni di imprimersi nella memoria a lungo termine.

Ma analizziamo nel dettaglio i metodi suggeriti dalle due esperte:

  • Spaced practice: questo metodo prevede di rafforzare la memoria step by step grazie ad uno studio effettuato a piccoli blocchi, che permetterebbe ai ragazzi di pianificare lo svolgimento dei propri compiti, studiando di giorno in giorno il nuovo materiale e facendo un ripasso di quello precedente.
  • Retrieval practice: una tecnica che prevede di ripassare il programma di studio o esercitarsi senza il supporto di materiali quali libri o appunti. La prassi da seguire sarebbe quella di ripetere a voce alta senza farsi aiutare da quaderni o libri di testo oppure scrivere tutto quanto si ricorda di ciò che è stato appreso durante la lezione a scuola. È un’utile strategia che permette di archiviare le informazioni in memoria tramite altri procedimenti mnemonici così da facilitarne il futuro recupero.
  • Elaboration: implica che gli studenti creino delle connessioni tra diversi contenuti, il che risulta possibile solo se lo studente ha abbastanza elasticità mentale e capacità critiche nei confronti di ciò che sta studiando, potenzialità che gli permetteranno di porsi delle domande sugli argomenti, domande alle quali sarà in grado di rispondere con osservazioni dettagliate.
  • Interleaving: la tecnica prevede di saltare da un argomento all’altro durante lo studio. Yara Weinstein spiega infatti che lo studente otterrebbe maggiori benefici se gli venissero assegnati esercizi da svolgere su argomenti diversi. Si potrebbe incorrere in qualche errore in più, certo, ma gli studenti consoliderebbero nuove informazioni ed imparerebbero ad utilizzare diverse strategie per la risoluzione di ogni singolo esercizio, ottendendo in futuro maggiore dimestichezza, velocità e capacità critica.
  • Concrete examples: questo metodo coinvolge anche i docenti, i quali dovrebbero fornire agli allievi, come già fanno, esempi concreti da mettere in relazione a concetti invece astratti. La differenza consiste nel permettere che siano gli alunni in prima persona a creare e proporre dei concetti propri mettendo alla prova le proprie conoscenze.
  • Dual coding: prevede l’uso di un doppio codice formato da elementi visivi e testuali e dunque parole e immagini. Le immagini fungono da rappresentazione visiva del concetto o argomento appreso. Proprio questa associazione permetterebbe di rafforzare quanto studiato e imprimerlo maggiormente in memoria per recuperarlo più facilmente in futuro.

Ora non resta che provare a mettere in pratica quanto appreso…Buon lavoro!

La Redazione