Quali sono gli strumenti principali dell’Orientatore Professionale?

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L’Orientatore Professionale ha il compito di accrescere l’apprendimento, la consapevolezza e le capacità di autovalutazione di coloro che richiedono il suo supporto professionale in ambito lavorativo.

Le attività di tale figura professionale sono volte a tracciare un percorso che racconti la storia professionale dell’individuo, l’inizio della sua carriera lavorativa, i particolari periodi di cambiamento attraversati, con l’obiettivo ultimo di fornire al soggetto maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità, degli obiettivi che vuole o può raggiungere nello specifico contesto in cui opera.

 

Sono prevalentemente tre gli strumenti utilizzati dall’Orientatore Professionale: il colloquio orientativo, il bilancio di competenze e le tecniche di ricerca attiva del lavoro.

Obiettivo ultimo è la creazione di un progetto realistico che tenga conto delle peculiarità del soggetto e anche delle peculiarità del mercato del lavoro, in continua evoluzione e metamorfosi.

 

Il colloquio orientativo è, tra gli strumenti,  il più utilizzato quando si tratta di orientamento al lavoro. Questo tipo di colloquio può suddividersi in due tipologie: il colloquio informativo e il colloquio di supporto.

Che differenza c’è tra queste due forme di colloquio?

Il primo ha come fine ultimo quello di raccogliere informazioni sul contesto in cui ci si muove ed è dunque finalizzato all’analisi del metodo utilizzato per ricercare lavoro, il tipo di posizioni lavorative richieste, le differenti tecniche di ricerca, la compilazione del curriculum vitae e così via. Il colloquio di supporto invece è finalizzato ad assistere il soggettodurante il suo processo decisionale.

 

Parlando invece di bilancio delle competenze si fa riferimento a delle tecniche che aiutino a creare un ritratto dettagliato e realistico delle capacità e delle aspirazioni della persona in una specifica fase della sua vita.

Questo tipo di strumento risulta importante non solo per l’individuo, il lavoratore, bensì per l’intera realtà aziendale e specialmente in determinati periodi in cui si prevede di apportare cambiamenti nella struttura interna dell’azienda. È finalizzato all’individuazione delle competenze possedute dall’individuo, allo sviluppo delle sue capacità di autovalutazione, al potenziamento delle capacità personali ed emotive in particolari periodi di transizione e all’elaborazione di un reale progetto professionale, presente e futuro.

 

In ultima analisi, la ricerca attiva del lavoro che è finalizzata a fornire alla persona quelle conoscenze, strumenti e tecniche per comunicare efficacemente, compilare il curriculum, presentare la propria persona e la propria professionalità, rendersi autonomi nella ricerca territoriale del lavoro e così via.

Il lavoratore dovrà imparare ad essere totalmente autonomo, deve poter agire e interagire consapevolmente e ponendo in essere life skills indispensabili: abilità comunicative, problem solving, decision making, capacità di lavorare in team e leadership.

 

La Redazione