Le attitudini degli studenti contano più delle loro competenze

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Il Moige, Movimento Italiano Genitori, onlus che si impegna per garantire protezione e sicurezza dei minori, promuove da anni iniziative volte al contrasto delle più gravi emergenze sociali quali bullismo, pedofilia e uso di droghe e alcool. L’obiettivo è quello di educare i più giovani a fronteggiare con sicurezza le sfide che quotidianamente i ragazzi si trovano ad affrontare, nella loro quotidianità fatta di relazioni sociali e interazioni sul web.

 

Il cyberbullismo non rientra tra le forme di educazione alla legalità

Solo pochi giorni fa il Ministro Marco Bussetti, durante una visita presso l’Istituto Superiore Francesco Morano, ha speso qualche minuto di riflessione sulla tematica dell’abbandono scolastico da parte dei nostri studenti italiani e sull’importanza della diffusione dell’educazione civica a scuola e lo ha fatto partendo proprio dal progetto presentato dal Moige : “Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro”. Bussetti ha così affermato: “Il cyberbullismo non rientra tra le forme di educazione alla legalità, aspetto su cui noi dobbiamo lavorare. È per questo che introdurremo l’educazione civica, che comprenderà anche questo argomento“.

 

L’abbandono scolastico è il frutto di un fallimento, di scelte non coerenti con le attitudini e la vocazione dei ragazzi

Poi, parlando di una delle problematiche che affliggono il nostro sistema scolastico, da nord a sud dell’Italia, ha affrontato, come precedentemente accennato, il tema della dispersione scolastica. Come affermato dallo stesso Ministro, “è partendo proprio da Caivano che vogliamo però dare un segnale importante, e dire che oggi è arrivato l’appoggio del Governo. È un dovere dei dirigenti denunciare l’evasione scolastica“.

Secondo Bussetti, il fenomeno della dispersione è “strettamente correlato anche all’orientamento scolastico dei ragazzi, che è fondamentale. Spesso l’abbandono scolastico è il frutto di un fallimento, di scelte non coerenti con le attitudini e la vocazione dei ragazzi. Come Ministero lavoreremo proprio su quelle che sono le attitudini degli studenti, più che sulle competenze, affinché i ragazzi abbiano il coraggio di affrontare la vita secondo quelli che sono i propri desideri”.

Cesare Moreno, maestro di scuola elementare, tra i fondatori di “Progetto Chance” e attualmente Presidente di Maestri di Strada, parla della problematica come assenza di speranza e prospettive future per i nostri studenti: “Non riusciamo a presentare ai ragazzi una versione del mondo in cui ci sia posto per loro, diceva Jerome Bruner. Nel labirinto di scelte e di opzioni che si apre oggi di fronte ai giovani, in questa confusione dove ogni cosa va inventata, non sappiamo aiutarli a comprendere quello che è giusto per loro”.

I nostri studenti non riescono più a dare ascolto ai loro desideri e non trovano un’aspirazione possibile.

Quel che manca di più ai ragazzi seduti tra i banchi sono proprio delle bussole per orientarsi.

 

La Redazione