L’Alternanza Scuola-Lavoro cambia essenza e cambia nome

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Presentiamo i “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”

L’alternanza Scuola-Lavoro, progetto “ponte” tra scuole e aziende, era partita con l’obiettivo di fornire, ad istituti tecnici e licei, esperienze sui luoghi di lavoro ma, come evidente, l’applicazione della normativa non si è mai rivelata semplice.

Le modifiche apportate a tale progetto, che promuovono la trasformazione da “Alternanza Scuola Lavoro” a “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, sono contenute nella bozza della Legge di Bilancio e partiranno già dal corrente anno scolastico.

Ad essere ribaltato, oltre le ore e i fondi assegnati, sarà proprio il ruolo di collegamento che l’Alternanza aveva tra il mondo dell’istruzione e quello professionale. L’accento, infatti, non sarà più posto sul concetto di “lavoro” bensì su quello di “orientamento” per i nostri giovani studenti.

L’alternanza Scuola-Lavoro, non più requisito di ammissione all’Esame di Stato, cambia la sua identità già dal 2019 e le scuole dovranno adeguarsi nel corso dell’anno. I percorsi saranno così strutturati:

  • non inferiore a 180 ore negli istituti professionali
  • non inferiore a 150 ore negli istituti tecnici
  • non inferiore a 90 ore nei licei

Con riferimento ai finanziamenti stanziati nella Legge di Bilancio (“Le risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 39, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore”), le scuole dovranno rimodulare le attività dei progetti sulla base delle nuove risorse economiche disponibili, e dovrà essere fatto anche per i progetti già in fase di sviluppo.

La Redazione