L’Alternanza Scuola-Lavoro al servizio dell’Arte contemporanea (e viceversa)

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L’alternanza scuola lavoro è il progetto didattico che permette agli studenti di acquisire prime competenze ed esperienze pratiche di lavoro presso un’azienda, orientandoli a scelte future più mirate. Secondo l’attuale riforma, a partire dall’anno scolastico 2019-20, ogni studente dovrà completare le ore di alternanza per accedere agli esami di maturità.

Per gli studenti – e per i docenti e tutor che li seguono – l’alternanza può risultare un ulteriore e complesso compito da svolgere senza troppo entusiasmo, magari rubando tempo libero riservato allo svago.

Per questo ho cercato – e trovato a Santeramo in colle, un paese in provincia di Bari – una proficua esperienza di alternanza, che riporto in questo articolo come buona pratica riproducibile in contesti analoghi. Qui, presso il Palazzo Marchesale, si è tenuta dal 15 giugno al 7 luglio 2018 la mostra d’arte contemporanea Too Much – Esagerata(mente), ideata da Daniela Raffaele e curata da Massimo Nardi, in collaborazione con Danilo Cardascia e promossa da Officine Stand By.

Durante i 20 giorni di permanenza di questa mostra d’arte dai contenuti emotivamente forti, un gruppo di ragazzi del Liceo Scientifico IISS Pietro Sette ha dato il proprio contributo attivo misurandosi con professionisti del sistema dell’arte, che nel suo complesso è costituito da molteplici figure che lavorano in team, proprio come avviene in una azienda.

In una conversazione con l’artista Annamaria Cacciapaglia, che ha supervisionato il progetto di alternanza, è emerso che “i ragazzi hanno iniziato questa esperienza con una certa rassegnazione: lo scopo principale era accedere alla maturità. Poi, entrando nel vivo del lavoro, molti di loro si sono incuriositi e per questo sinceramente appassionati al mondo dell’arte. Qualcuno ha fatto anche più del richiesto, entrando in contatto con gli artisti e mostrando interesse spontaneo e spirito di iniziativa.

Alcuni di loro mi hanno raccontato come è andata questa esperienza di “alternanza alternativa”:

Giada: grazie a questa esperienza ho capito quanto sia difficile essere a contatto con tante persone. Mi sono messa in gioco dando un’interpretazione personale alle opere esposte e ho cercato il confronto con i miei compagni e con i visitatori. Ho imparato a rapportarmi con più persone ed organizzare i miei tempi.

Pietro: Attraverso l’arte per me è stato più stimolante ampliare i miei orizzonti, ho scoperto di aver migliorato la mia capacità di linguaggio e questo mi servirà per il futuro. Non bisogna considerare l’alternanza come un gioco o un obbligo, solo perché non retribuito.

La motivazione con cui questi ragazzi hanno lavorato durante il progetto e hanno mostrato quando li ho incontrati, mi fa immaginare una nuova prospettiva per entrambi i campi: l’alternanza scuola lavoro può essere al servizio dell’arte contemporanea e viceversa, in un virtuoso e reciproco arricchimento, relazionale e multidisciplinare.

A cura di

dott.ssa Elvira Fraccalvieri – Artista, Gestalt Counsellor professionista, Arteterapeuta