La rete: un pericolo o un’opportunità?

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In data 5 febbraio è stato celebrato il Safer Internet Day, Giornata Mondiale per la sicurezza online promossa dalla Commissione Europea e, in concomitanza, la Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Dibattiti, progetti e gare di idee per sensibilizzare i giovani ad un uso il più possibile critico e consapevole del web. Protagonisti della giornata scuole, studenti, Istituzioni ed esponenti del mondo della politica, tutti insieme per uno stesso obiettivo: generare consapevolezza intorno ad una tematica di tale valore promuovendo la necessaria alleanza tra scuole e famiglie.

 

Le dichiarazioni dell’ Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

Investire in Italia nell’educazione alla consapevolezza digitale per i minorenni – comunica l’AGIA, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza– Una consapevolezza che non va acquisita solo per prevenire e contrastare comportamenti in rete come cyberbullismo o sexting, ma che operi anche dal punto di vista della comprensione da parte dei ragazzi di quale trattamento ricevono i loro dati. Una consapevolezza circa il diritto che viene riconosciuto loro di consentire che ciò accada o meno, del fatto che quando un servizio online è gratuito in realtà stanno comunque cedendo qualcosa: le loro informazioni personali”.

Questo quanto affermato da Filomena Albano (AGIA) che continua: “L’Italia ha abbassato l’età del consenso al trattamento dei dati personali online dai 16 anni del regolamento europeo ai 14 della legislazione italiana. Ora dobbiamo rendere tale consenso libero e consapevole accompagnando i ragazzi a capire a cosa stanno acconsentendo. Altrimenti significa solo che gli adulti se ne sono disinteressati”.

 

Come si è espresso il Miur a riguardo?

Riportiamo di seguito quanto affermato dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti:

La tecnologia deve essere un’alleata dell’apprendimento e della crescita dei nostri giovani. Come MIUR siamo impegnati in prima linea per educare gli studenti a un uso consapevole e corretto di Internet e dei nuovi dispositivi tecnologici. Si tratta di componenti della loro quotidianità, devono imparare a riconoscere opportunità e pericoli, diritti e doveri legati al loro utilizzo. Abbiamo messo in campo iniziative e campagne informative rivolte ai ragazzi, ai docenti e anche alle famiglie che devono essere alleate della scuola. Dobbiamo guidarli in questo percorso di conoscenza. Solo così possiamo prevenire fenomeni come il cyberbullismo e costruire società giuste, dentro e fuori la Rete. Tuttavia le tecnologie e il web non vanno demonizzati. Il digitale offre molte opportunità,  è il futuro. Per questo anche la didattica deve rinnovarsi, serve una scuola smart in cui la tecnologia sia di supporto alle attività didattiche. Per questo abbiamo stanziato 35 milioni nell’ambito Piano Scuola Digitale, di cui 22 milioni da investire per la creazione di nuovi laboratori all’avanguardia e ambienti didattici innovativi e 7 e mezzo nella formazione dei docenti: senza buoni maestri non esiste innovazione. Abbiamo poi istituito le équipe formative territoriali, una task force di 120 docenti che si occuperanno di coadiuvare le scuole nell’innovazione tecnologica e didattica con particolare riguardo alle nuove tecnologie. Le Istituzioni, gli attori del mondo della comunicazione e le grandi società che portano avanti lo sviluppo tecnologico hanno la responsabilità che la Rete non diventi un far-web. Fiducia e coraggio sono le parole chiave per superare gli ostacoli”.

 

In conclusione…

Dobbiamo supportare la tecnologia quando essa si integra nel sistema a supporto dell’uomo, del docente, dello studente. E per far questo devono essere gli stessi insegnanti a captare l’urgenza di riacquisizione del proprio ruolo di guida di fronte alla classe, accogliendo la sfida e attribuendo ai device tecnologici tutti i benefici cui si può aspirare, ma sviscerando allo stesso tempo tutti i potenziali rischi che potrebbero derivare da un uso inconsapevole o superficiale di questi supporti.

 

La Redazione