Intelligenza Emotiva: sentire un’emozione prima di definirla

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Come vengono trattate nella nostra cultura le emozioni? Per rispondere a questa domanda è utile chiarire cos’è un’emozione: è una espressione corporea, ovvero una reazione psicofisica piacevole o spiacevole a un evento esterno o interno, come ad esempio un ricordo. Per questo le emozioni sono bussole di orientamento nella realtà e ci permettono di assolvere funzioni vitali come la sopravvivenza fisica o l’adattamento sociale.

La nostra cultura tende al contenimento delle reazioni psicofisiche: spesso ai bambini si impedisce di manifestare apertamente la rabbia, la tristezza o la paura;  nonché urlare di gioia o ridere rumorosamente. Crescendo, queste restrizioni restano nella memoria del corpo, e da adulti non è sempre facile liberare le emozioni represse; è un lavoro quotidiano e progressivo di auto-osservazione e sperimentazione.

Per sentire le emozioni fondamentali dell’esperienza umana bisogna stabilire un contatto con il proprio corpo: è qui che si generano le emozioni, è attraverso il corpo che prendono forma, diventando espressione. Il sentire emotivo è asintattico, è una carica energetica: nel contesto culturale ad alta definizione nel quale siamo immersi, ci si precipita nell’espressione verbale di una emozione, per definirla. Questo processo di alfabetizzazione emotiva è utile all’orientamento della persona solo se non sostituisce il sentire, ma lo segue.

L’intelligenza emotiva è quindi la capacità di sentire le emozioni come cariche energetiche, e permette di avere chiaramente cognizione del proprio stato d’animo, per orientare azioni e comportamenti verso obiettivi personali o di gruppo.

Quando indeboliamo il sentire emotivo con una immediata ed eccessiva definizione, significa che rendiamo carente la nostra intelligenza emotiva. La conseguenza? Tanto più si sostituisce il sentire con la definizione dello stesso, tanto più si abbassa la qualità della vita, intesa come contatto continuo, pieno e autentico con gli eventi esterni e interni.

Naturalmente per sviluppare intelligenza emotiva è necessario acquisire strumenti utili all’auto osservazione, per leggere e costruire con il linguaggio del corpo un discorso in cui le parole hanno una propria vibrazione esperienziale prima ancora che un significato sintattico.

A cura di

dott.ssa Elvira Fraccalvieri – Artista, Gestalt Counsellor professionista, Arteterapeuta