Intelligenza: abilità da potenziare o insegnare?

TITOLO: Intelligenza: abilità da potenziare o insegnare?

DATA, ORA E SEDE: Lunedì 24 Aprile 2017, dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – Sede FORPROGEST, Via Ermanno Pirè 2/21 (Prolungamento Viale Europa) 70132 Bari (BA)

PRESENTAZIONE E OBIETTIVI: È innegabile che nascendo e crescendo, il bambino, attivi sistemi di codifica e decodifica utili all’apprendimento. La Montessori, ci parlava di “embrione spirituale”, sottolineando, nei suoi studi, il legame esistente tra psiche e sviluppo biologico. Se è vero che la crescita individuale dipenda da sollecitazioni e spinte che l’ambiente riesce a favorire, è anche vero che l’esistenza di un potenziale, non può essere negato, perché già presente in ognuno di noi come cellula germinativa che necessita di tempo per crescere e farsi matura. Il bambino, abilitato a pensare e a non essere considerato come contenitore vuoto da riempire potrebbe sorprendere. Il potenziale, come qualunque altra abilità, se non adeguatamente stimolata rimane dormiente. Possiamo parlare di competenza, ma solo se consideriamo le abilità e le conoscenze dei bambini come dato certo dal quale partire. Dovremmo quindi cambiare il nostro paradigma dell’educazione e considerare che forse siamo noi a sbagliare nel dettare modelli standardizzanti per tutti.

Nel 1994 Robert J. Sternberg, psicologo, elaborò una teoria sul pensiero intelligente, sostenendo che il pensiero si fonda su tre tipi di intelligenza:

  • Analitica - Capacità di confrontare, scomporre, esaminare valutare, giudicare, formulare,spiegare fenomeni. Per comprenderne cause;
  • Pratica - Consiste nell’impiegare abilità nell’usare strumenti diversi, per pianificare, organizzare, progettare , ipotizzare, impiegare procedure
  • Creativa - Regge l’intuizione, porta alla immaginazione, che è abilità a scoprire il nuovo, l’esclusivo.

Anche Gardner che Sternberg, dimostrarono che l’intelligenza non muove a senso unico. Le due teorie realizzate da questi autorevoli autori, non sono incompatibili ma complementari e integrabili in un piano di studi che educhi ad intersecare i contenuti di tutti i saperi o di esplorarne di nuovi. Il progetto “La settimana della cultura bambina” giunto alla VIII edizione è incentrato sull’idea radicata e condivisa che una scuola che voglia educare e far sviluppare nei bambini il potenziale, debba considerazione le diverse forme di intelligenza. Rinunciare alla originalità che ogni bambino, o fanciullo, porta con sé come dotazione, potrebbe sminuire una capacità che mai vedremmo espressa se non messa a nudo. Gardner ci parla non a caso di modalità con le quali si impara, e di attitudini con le quali ogni essere umano si esprime e apprende e crea. Gli studi dell’americano Howard Gardner e la pubblicazione del suo libro “Frames of Mind” nel 1983 sono un contributo, alla necessità che anche la scuola si adegui nel riconoscere il potenziale.

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