Entrare a scuola più tardi: quali benefici?

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Una ricerca condotta da un team di ricercatori dell’Università di Washington e pubblicata sulla rivista americana Science Advances ha analizzato, su un campione di 178 studenti, se spostare di un’ora l’ingresso negli istituti scolastici potesse migliorare la qualità del sonno degli allievi e accrescere il loro rendimento scolastico.

Già numerosi studi scientifici hanno riportato tra i risultati un miglioramento della salute e della preparazione degli studenti con regolari ritmi di sonno-veglia ma ora, evidenze sperimentali ce lo confermano. Tali sperimentazioni si basano sull’assunto che gli adolescenti, per via di un rilascio più ritardato della melatonina rispetto a bambini ed adulti e, dunque, con un ritmo circadiano diverso, tendono ad addormentarsi più tardi la sera ed a svegliarsi più tardi la mattina.

La studiosa americana Wendy Troxel ha dichiarato che “Solo un teenager su dieci dorme la quantità di ore raccomandata dai pediatri. Forzare i ritmi circadiani ha effetti immediati e a lungo termine, interferisce con l’umore e le capacità di ragionamento”. In effetti esponenti del campo medico confermano da tempo che se gli studenti arrivassero più svegli a scuola imparerebbero meglio.

Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Washington ha fornito interessanti evidenze sperimentali. I teenager facenti parte del campione hanno indossato orologi grazie ai quali è stato possibile tracciare l’attività dei soggetti e la loro esposizione alla luce. Dopo aver recuperato in media 34 minuti di sonno in più per notte, gli studenti hanno registrato un miglioramento delle prestazioni scolastiche e del rendimento del 4,5%.

In Italia, è stato l’Istituto Majorana di Brindisi, in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza”, il primo a sperimentare i risultati derivanti dell’ingresso a scuola posticipato di un’ora. La docente responsabile del progetto, Rosa Palmizio Errico, ha dichiarato che i ragazzi “arrivano a fine giornata con un livello di attenzione maggiore, misurato con test interattivi; le valutazioni sono mediamente più alte, e minori le difficoltà nello studio”. I risultati definitivi di tale studio saranno disponibili per la fine dell’anno.

Diverse ricerche, ad ogni modo, hanno dimostrato come posticipare l’inizio delle attività didattiche possa migliorare il rendimento fino al 64% rispetto alle prestazioni iniziali.

Per quanto siano sempre maggiori i dati a supporto di tale teoria e malgrado si registri sempre più consenso sulla tematica, la strada da percorrere è ancora lunga.

 

La Redazione