Diventare orientatore professionale, figura chiave che aiuta a costruire il futuro

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Nell’attuale panorama formativo e lavorativo, l’orientatore professionale riveste un ruolo chiave. Una figura capace di costruire, insieme al diretto interessato, un percorso di conoscenza di sé e di inserimento nel contesto sociale, economico e culturale di riferimento. In Italia, però, manca ancora un riconoscimento formale di questa professione.

L’Orientatore professionale, chi è e di cosa si occupa

Nonostante si stia ritagliando un ruolo sempre più importante nell’attuale contesto economico e sociale, la figura dell’orientatore professionale, agli occhi di molti non addetti ai lavori, ha ancora contorni sfumati. Chi è? Di cosa si occupa? Le risposte possono apparire piuttosto semplici, ma celano un impiego molto complesso.

In linea generale, l’orientatore è quel professionista che si occupa di mediare tra un individuo e le opportunità di studio, di formazione e di lavoro che la società offre. Lo fa, ovviamente, partendo da un’approfondita conoscenza del background di ciascuno: storia personale, attitudini, capacità, inclinazioni. L’orientamento, quindi, si traduce in un’ampia consulenza, fatta di tante attività diverse con un’unica finalità: sostenere una persona in una difficile fase di transizione della sua vita, quando si trova di fronte alla necessità di maturare decisioni importanti. Ovviamente, gli ambiti prediletti di applicazione sono quelli che hanno a che fare con la scelta di un percorso di studi e formazione e con la ricerca di un impiego.

Il lavoro dell’orientatore professionale, quindi, è molto articolato e spazia dal fornire informazioni pratiche fino al counseling. È un impegno teorico e operativo allo stesso tempo, fatto di studio, conoscenza della società in cui si opera, capacità di comprensione e valutazione delle persone e abilità nella progettazione di percorsi concreti di orientamento.

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Colloquio di lavoroIn Italia c’è fame di orientamento

Se ci si focalizza soprattutto sul mercato del lavoro e sulle caratteristiche che questo ha oggi in Italia, ci si rende facilmente conto di quanto ci sia bisogno di bravi orientatori. In un paese in cui la disoccupazione, soprattutto giovanile, ha ormai stabilmente raggiunto percentuali a due cifre, esistono ancora moltissime imprese che cercano alcune specifiche figure professionali e non le trovano. Analoga riflessione vale per la scuola e l’università, da dove escono ragazzi troppo spaesati e impreparati al mondo del lavoro.

Qualche cifra può aiutare a inquadrare il problema e a rendere ragione della “fame” di orientamento che c’è. Ogni anno, dalle scuole superiori escono 450 mila ragazzi che si trovano a dover scegliere se continuare a studiare o cercare un lavoro. Una decisione cruciale, davanti alla quale si ritrovano spesso soli. 75 mila, invece, sono i diplomati che smettono di lavorare o studiare e devono ricollocarsi. Infine, sono 51 mila ogni anno i laureati che non riescono a trovare un’occupazione.

Gli sbocchi professionali per l’Orientatore

Alla luce di questi pochi ma significativi numeri, appare chiaro come ci sia molto spazio per orientatori professionali, che sappiano davvero essere di aiuto a chi fatica a emergere. Professionisti seri da inserire, tra le altre cose, nei centri per l’impiego, nei centri d’orientamento, negli uffici Informagiovani e Informa Lavoro o in quelli provinciali preposti all’orientamento, negli sportelli di placement delle Università.

Come si diventa Orientatore, formazione ed esperienza

Al forte bisogno di orientamento qualificato, in Italia, non corrisponde un altrettanto chiara disciplina di questa professione. Non esistono, ad esempio, corsi di laurea ad hoc o iter prestabiliti. Esistono, però, diverse opportunità di formazione specialistica, messe a punto da soggetti privati, come Asnor, che gestisce anche il Registro Orientatori (in assenza di un Albo Nazionale).

Le proposte formative di Asnor per gli orientatori

In generale, chi vuole svolgere l’attività di orientatore deve dotarsi di un bagaglio di conoscenze e competenze piuttosto ampio: tecniche di comunicazione, principi base di psicologia, normativa in materia di studio, formazione e lavoro (sia dipendente che autonomo e imprenditoriale), principi di economia, organizzazione aziendale e sociologia. Inoltre, a chi si occupa di orientamento, è richiesto di aggiornarsi continuamente sulle novità del mondo della scuola e del mercato del lavoro, sia sotto il profilo tecnico che sociale.

Il registro Asnor per gli orientatori