Bussetti: i cellulari sono strumenti utili a fini didattici

No Comments
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Presso la Commissione Cultura della Camera è iniziato l’esame dei disegni di legge in tema di educazione alla cittadinanza nella scuola primaria e secondaria.

All’interno del disegno, la proposta di legge di Lega e Forza Italia che prevede il bando totale di cellulari e smartphone a scuola non trova l’accordo del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il quale afferma:“L’utilizzo dei device per quanto riguarda la didattica è uno strumento fondamentale e quindi sono a favore del loro uso ma soprattutto ho fiducia nei nostri studenti. Credo molto nel loro senso di responsabilità sull’uso consapevole di questi strumenti ai fini di un migliore apprendimento. Condanno invece in maniera decisa l’uso per altri fini”.

Purtroppo, quanto affermato dal Ministro non è condiviso dai suoi colleghi di Governo che sono intenzionati a porre un divieto sull’uso di dispositivi digitali nelle scuole, senza però comprendere la netta differenza che intercorre tra l’effettuare telefonate o mandare messaggi in classe e l’uso della tecnologia in modo consapevole.

Ma cosa è riportato tra le righe della proposta di legge? Si evince che: “È vietata l’utilizzazione dei telefoni mobili e degli altri dispositivi di comunicazione elettronica da parte degli alunni all’interno delle scuole primarie, delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e negli altri luoghi in cui si svolge l’attività didattica”. È un’integrazione al D. Lgs. 1994/297, il Testo Unico sull’Istruzione, che di fatto esclude l’accesso di device personali, compresi quelli dei docenti. Ma, allo stesso tempo, si chiede di svolgere nelle scuole “attività di sensibilizzazione degli alunni su diritti e doveri connessi all’uso di Internet e degli altri strumenti digitali, nonché progetti per prevenire e contrastare il bullismo informatico”.

I punti di vista e le affermazioni sulla tematica sono contrastanti, ma quanto affermato da Bussetti trova accordo con le dichiarazioni di Antonello Giannelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e altre Professionalità della Scuola (Anp) : “Concordo appieno con la posizione del Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, per cui i cellulari possono essere strumenti utili per la didattica. Si tende a pensare ai cellulari come telefoni, invece quelli moderni sono computer veri e propri. E il cellulare è come una penna: bisogna imparare ad usarlo.” E continua affermando che il compito è proprio della scuola “che deve educare a un uso consapevole e responsabile di questo strumento”.

Anche Marcello Pacifico, Presidente dell’Associazione Sindacale Professionale Anief dichiara che: “L’uso dei cellulari in classe non può essere vietato sia per i docenti che per gli studenti. L’uso, infatti, non è che può, ma deve entrare nelle classi a fini didattici. Nel caso dei docenti – continua – è necessario averlo per aggiornare l’uso del registro elettrico in tempo reale. Non tutti gli istituti scolastici, infatti, danno in dotazione agli insegnanti un tablet per procedere alla compilazione quotidiana del registro elettronico che comprende diverse attività: spiegazioni, compiti, voti, comunicazioni, eventuali assenze dell’allievo. D’altro canto gli studenti, su richiesta dei docenti, possono usarlo nell’aula di informatica per fare le ricerche di gruppo, ma anche per scrivere sulla Lavagna Interattiva Multimediale. Un supporto, dunque, a fini strettamente scolastici».

La domanda ora è: chi avrà la meglio? Solo il tempo potrà fornire una risposta a tale quesito.

 

La Redazione