Analfabetismo funzionale: il ruolo della scuola

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Quello dell’analfabetismo funzionale, in Italia, è una problematica di notevole importanza. A conferma di quanto affermato i dati riportati nello Human Development Report, un indice calcolato tra i paesi dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che riporta dei numeri allarmanti: il 47% degli italiani ne soffre.

 

Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di analfabetismo funzionale?

Questo tipo di analfabetismo, diverso da quello strutturale che implica che la persona non sappia né leggere né scrivere per via dei propri livelli di scolarizzazione, non inficia le capacità di lettura e scrittura, bensì la capacità di comprendere e far proprie le informazioni provenienti dal mondo esterno. A venir meno l’abilità di analisi e comprensione del testo, sia esso un articolo, un contratto di lavoro, un post su Facebook.

Secondo quanto riportato nel rapporto Piaac-Ocse (Piaac – Programme for the International Assessment of Adult Competencies) l’analfabeta funzionale tende ad approcciarsi in maniera acritica nei confronti di tutto ciò che legge, senza riuscire a “comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.

Si riferisce dunque a persone che hanno assimilato le basi della scolarizzazione ma non riescono a metterle in pratica per dare un valore e un’interpretazione al testo che stanno leggendo.

 

È possibile prevenire tale problematica?

Gli esperti rispondono di si e sostengono che sia necessario partire proprio dalla scuola, dove qualcosa, evidentemente, potrebbe ancora essere cambiato.

Sono i docenti stessi ad affermare che i maggiori problemi riscontrati negli alunni riguardano proprio la comprensione del testo, attività caratterizzante le classi che vanno dalla scuola primaria a quella secondaria di II grado e, a pensarci bene, le due problematiche potrebbero avere una base comune.

Quando viene a mancare l’abilità di ricostruire il significato di un testo tramite il contributo e l’unione di quelle che sono le informazioni testuali e le nozioni già presenti in memoria, diventa difficile, per gli studenti ad esempio, anche comprendere la traccia di un tema scolastico o il quesito di un problema.

 

E, dunque, cosa fare?

Risulta fondamentale partire proprio dalla scuola per fornire ai giovani studenti nuove metodologie didattiche che possano rendere più gradevole ed accattivante l’attività di comprensione del testo.

In un periodo storico in cui le persone sono iperconnesse e grazie ai social network hanno la possibilità di trovare uno spazio per esprimere le proprie opinioni e condividerle con il resto del mondo, risulta necessario agire, tramite la scuola, sui nostri studenti per non andare incontro ad una inarrestabile diffusione di fake news generate da una mancata comprensione delle informazioni che l’analfabeta funzionale ha difficoltà ad interpretare.

 

La Redazione