Alunni plusdotati e ad alto potenziale, il Miur li riconosce come BES

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Il Miur ha definitivamente accettato di inserire gli studenti plus dotati tra gli alunni con bisogni educativi speciali (BES). Questo permette alle scuole di dedicargli piani di studio personalizzati, che valorizzino il loro talento spiccato e evitino il rischio di emarginazione a cui spesso vanno incontro.

Gli alunni plusdotati e ad alto potenziale: intelligenza e fragilità

Secondo le stime, circa l’8% degli studenti italiani sono plusdotati o con un alto potenziale cognitivo. Ragazzi con un quoziente intellettivo superiore alla media, a volte oltre i 130 punti, che dimostrano capacità di apprendimento e curiosità intellettuale molto sviluppate. Dei “piccoli geni”, secondo una definizione troppo semplicistica e fuorviante, che non vanno confusi con quelli che sono “semplicemente” degli alunni molto brillanti. Gli studenti plusdotati, infatti, sono bambine e bambini dalle caratteristiche molto particolari che, per quanto assurdo possa sembrare, rischiano di manifestare un forte disagio, quando inseriti nel percorso scolastico. Essere molto intelligenti, nel loro caso, non coincide necessariamente con l’essere ben inseriti a scuola.

Riconoscere e aiutare un alunno plusdotato

Come si riconosce uno studente plusdotato? Per un accertamento ufficiale, il ragazzo dotato di un’intelligenza sopra la media deve essere sottoposto a test specifici. Qualche indizio, però, può essere captato anche dall’insegnante, durante il lavoro in classe. Il ragazzo plusdotato è estremamente curioso, tempesta maestri e professori con domande anche molto specifiche, esprime idee molto particolari, a volte bizzarre. Inoltre, è un attento osservatore, ha ottima memoria ed estremamente autocritico. In sintesi, sotto tutti i punti di vista, esprime una sensibilità fuori dal comune.

Questa è la sua forza ma può anche rivelarsi la sua debolezza. Se non adeguatamente seguito e stimolato, infatti, lo studente plusdotato può ritrovarsi solo e scegliere di nascondere la sua intelligenza per sembrare uguale agli altri. Oppure, la sua curiosità può sfociare in comportamenti iperattivi, dannosi per lui o per gli altri. Ci sono molti modi, quindi, con cui un evidente pregio può trasformarsi in un insostenibile peso.

Lo studente plusdotato ha bisogni educativi speciali

Da quanto detto emerge con chiarezza una cosa: l’alunno plusdotato ha bisogno di attenzioni particolari, per non disperdere il suo talento in comportamenti improduttivi o addirittura dannosi. Il suo essere un piccolo genio lo rende “particolare”, tanto quando un ragazzo che ha invece difficoltà caratteriali o di apprendimento. Per questo motivo, già da anni, le famiglie dei ragazzi plus dotati lottano affinché i loro figli vengano riconosciuti come portatori di bisogni educativi speciali, quelli che nel mondo della scuola vengono definiti con l’acronimo BES.

Proprio poche settimane fa il Ministero dell’Istruzione sembra aver definitivamente accolto queste istanze. Con la nota 562 del 3 aprile 2019, infatti, è stata definitivamente qualificata come corretta la prassi seguita dalle scuole, che hanno inserito gli alunni plus dotati nell’elenco dei BES. Gli studenti che manifestano queste doti spiccate, quindi, hanno diritto a piani di studio personalizzati, che gli consentano di esprimersi al meglio. Grazie a questa qualifica, le scuole potranno personalizzare gli insegnamenti e valorizzare gli stili individuali di apprendimento, secondo il principio di responsabilità educativa.